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PER UNA BERESHIT CREATOCENTRICACon l'Adam né dominatore né conquistatoreDate: 2022-10-20Author: Gherush92 Committee for Human Rights Tutto ci è dato in pegno e una rete è stesa sopra tutti i viventi (Pirkè Avot 3,17) Haborè, il Creatore, nel separare la luce dal buio, nel porre un firmamento tra il cielo e le acque, nel raccogliere i mari per rendere visibile l’asciutto, chiedere alla terra di ammantarsi di piante ed alberi che con i loro semi producano frutti, nel disporre la luna e il sole per sovraintendere al giorno e alla notte, e poi le stelle, quindi nel collocare il brulicame dei viventi, chi vola nel cielo e chi guizza nelle acque, grandi e piccoli secondo la loro specie, poi gli animali terrestri che camminano, che strisciano, che saltano, grandi e piccoli secondo la loro specie, e nel dare forma all’Adam, maschio e femmina, Egli crea la diversità1. Questo, con ciò che segue, è il metodo del Creatore. Dato inizio alla diversità e alle regole fondamentali per la sua sussistenza, il Creatore osservò tutto quello che aveva fatto, ed ecco, che era molto buono2. Egli dunque considerò l’insieme, il complesso che non distingue tra l’Adam, l’uomo, e gli animali, i vegetali, i minerali e che dimostra che tutto ci è dato in pegno e una rete è stesa sopra tutti i viventi3. Attraverso rami, nodi, maglie e nessi fra terra, acque di sopra e di sotto, luce e buio, piante che generano semi, alberi-frutto, specie di vegetazioni, animali acquatici grandi e piccoli e volatili, animali selvatici, bestiame, insetti e striscianti, ciascuno secondo la sua specie4, si compiono e si sviluppano le relazioni indispensabili che contribuiscono alla vita del sistema con tutti gli alberi che comunicano tra loro e conversano con tutti gli esseri viventi5. Questa è la rete, cioè tutto quello che aveva fatto il Creatore, ed ecco, che era molto buono6 ed era, evidentemente, sostenibile; era l’insieme delle relazioni, l’equilibrio degli scambi che conformano la diversificazione e il creato. La realtà, scrutata nel suo insieme o analizzata nei dettagli, descrive rapporti e nessi fra viventi e non viventi e la struttura, l’ideogramma che ne disegna rami e giunti, è la rete delle relazioni perché “attraverso tutte le cose il Creatore, completa la sua opera, persino attraverso un serpente, una rana, uno scorpione, una zanzara”7. La dicotomia fra uomo e natura non esiste nell'ebraismo: esso celebra il creato con le sue creature, fra le quali l’uomo, un cantico alla genesi della diversità. L’ebraismo persegue l’equità ambientale e sociale, comanda il riposo della terra, degli animali e degli uomini, ordina la condivisione delle risorse e la periodica ridistribuzione della terra, vieta di far soffrire gli animali e di affliggerli nel lavoro, di mescolare le specie, di distruggere la diversità biologica; proibisce di mangiare membra e sangue di un animale vivo, dispone regole alimentari con cui salvaguarda le specie, insegna a nutrirsi dei frutti della terra, ordina la distribuzione delle risorse secondo le necessità di ciascuna creatura, vieta la proprietà privata della terra, impone un limite allo sfruttamento dell’ambiente, ordina di combattere la povertà e di esercitare la scarsità da contrapporre allo sfruttamento intensivo. Molti contravvengono alle disposizioni con la convinzione, errata, che l’uomo sia il dominatore del mondo e il beneficiario unico del suo illimitato sfruttamento. Le conseguenze di questa visione antropocentrica sono disastri ambientali, sociali, economici e crisi. Va ristabilito equilibrio e sobrietà del racconto della creazione e l’equità nella rete delle relazioni. Lanciamo “un disperato appello contro lo sfruttamento intensivo per restituire agli animali la dignità della vita e terminare la loro insopportabile sofferenza. Se si pone il creato al centro di una redenzione che obblighi con una rivoluzione o una nuova halachà, una nuova legge, a ricostruire le relazioni distrutte con gli animali e le altre creature, si può salvare il mondo.” (Massimo Pieri) Tratto da “Il Maiale è il nostro Maestro. Animali ed Ebrei un rapporto lacerato” di Valentina Sereni e Delfina Piu, Introduzione di Massimo Pieri. 1 Bereshit 1,1-31. 2 Ivi 1,31. 3 Pirkè Avot 3,17. 4 Bereshit 1,6-26. 5 Bereshit Rabbà 13b. 6 Bereshit 1,31. 7 Vaikrà Rabbà 22,2. Gherush92 Committee for Human Rights |
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