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Gherush92 |
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ROM LADRI - EBREI TRADITORIDate: 2010-10-10Author: Gherush92 Qualcuno ha raccontato questa storiella: "Un ebreo racconta a un suo familiare. Ai tempi dei campi di sterminio un nostro connazionale venne da noi e chiese alla nostra famiglia di nasconderlo, e noi lo accogliemmo. Lo mettemmo in cantina, lo abbiamo curato, però gli abbiamo fatto pagare una diaria... E quanto era, in moneta attuale? Tremila euro... Al mese? No al giorno. Ah, però... Beh, siamo ebrei, e poi ha pagato perché aveva i soldi, quindi lasciami in pace. Scusa, un'ultima domanda: tu pensi che glielo dobbiamo dire che Hitler è morto e che la guerra è finita? Carina eh?". Una storia negazionista, che oltre ad usare i classici stereotipi antisemiti, accusa gli Ebrei di complottare con i nazisti contro i propri fratelli. Per inciso, la stessa persona sembra abbia raccontato anche questo: «Un kapò all'interno di un campo di concentramento dice ai prigionieri che ha una notizia buona e un'altra meno buona. Quello dice: "metà" di voi sarà trasferita in un altro campo". E tutti contenti ad applaudire... . La notizia meno buona è che la parte di voi che sarà trasferita è quella che va da qui in giù...», indicando la parte del corpo dalla cintola ai piedi. Qualcun altro ha pronunciato questa frase: “Fini ha fatto sapere che presto fonderà un nuovo partito. Spero che abbia già ordinato le kippah perché è di questo che si tratta. Chi ha tradito una volta, tradisce sempre…”. Una frase antisemita che accusa gli Ebrei di essere traditori. Ma traditori di chi? Chiariamo subito che gli Ebrei non hanno tradito Jeshu perché non lo hanno mai preso in considerazione, in quanto inutile ed estraneo. Qualcun altro ancora, con infantile retorica, si è messo la kippah per far bella figura. Qualcun altro ancora, con dozzinale retorica, attacca l’antisemita più debole per difendere, per motivi di comodo opportunismo, l’alleato che “protegge” gli ebrei, ma anch’egli antisemita. Replicando per motivi di convenienza al secondo ma non al primo e ribattendo alla questione della kippah ma non all’accusa di tradimento e di adorazione del denaro, contribuisce, con incoscienza, all’antisemitismo. Qualcun altro, poi, afferma che l’uso dei simboli ebraici per denigrare l'avversario fa parte della storia in epoca zarista, fascista, nazista, stalinista, comunista e oggi del fondamentalismo islamico. Costui individua elementi sparsi, che privati di un nesso logico altro non sono che un elenco di paccottiglia mediatica, da cui è stato tralasciato, a bella posta o per ignoranza, il comune elemento ispiratore: il cristianesimo, fondamento di ogni oppressione, che accusa gli Ebrei del tradimento di Jeshu e di adorare mammona. Il cristianesimo, a differenza dello zar, è vivo e vegeto e gode, purtroppo, di ottima salute. Si dovrebbe ringraziare, paradossalmente, chi parla e agisce in questo modo. Questa gente ci ricorda che le parole pronunciate non sono scandalose, sono solo l’ultima generazione di duemila anni di cultura antisemita che vive nell’aula parlamentare perché non è morta nelle parrocchie, nelle ore di religione, nel pensare e parlare comune: gli Ebrei sono deicidi e traditori, commettono complotto e cospirazione, sono avari, ricchi e, seguono il dio denaro. L’antisemitismo pervade la cultura occidentale. Questi esempi ne riprendono anima, forma e contenuto ma sono solo una copia perché l’originale, la matrice, che suona ogni domenica nelle chiese cristiane di tutto il mondo, è contenuta nel Vangelo e nella croce e riprodotta mille e mille volte in ogni dove. Si dovrebbe ringraziare, paradossalmente, chi parla e agisce in questo modo anche perché consente alla Comunità Ebraica di sopravvivere alla morte culturale, per mancanza di qualità. La morte culturale è il prezzo da pagare quando rinunci alla tua diversità, alla tua estraneità e ti allei, per motivi di comodo, senza cultura, senza conoscenza e senza capacità; quando decidi di allontanarti da valori e memoria per tessere alleanze sulla base del fanatismo cristiano ed islamofobico, come se le entità del dialogo interreligioso – come la Comunità di S. Egidio - non fossero figlie dello stesso Jeshu, dello stesso papa, della stessa croce che hanno definito gli Ebrei traditori e seguaci del dio denaro e li hanno perseguitati a morte, come i Rom, come i popoli indigeni, come i bambini e gli omosessuali. Antisemitismo è anche manipolazione e contraffazione della memoria. D’altronde l’Italia e l’Europa è uno dei luoghi dove si sta consumando l’etnocidio dei Rom, senza che la Comunità Ebraica, asservita all’ establishment e insensibile ai diritti umani, dica una sola parola. Anche questo è un prezzo da pagare, il più alto, ed è anche il vero scandalo! |
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