Sull'antisemitismo

(da una lettera indirizzata a Vienna)

Friedrich Engels 1

 

DA “Il marxismo e la questione ebraica” Testi scelti, presentati e annotati da Massimo Massara, Milano, Teti e C. editore, Edizioni del Calendario, 1972  

 

        Per quanto si riferisce alla questione se con l'antisemitismo farete più male che bene vi prego di non dimenticare quanto segue: l'antisemitismo è la caratteristica di una cultura arretrata, ed è per questo motivo che lo si incontra solo in Prussia, in Austria o in Russia. Se si volesse fare dell'antisemitismo qui in Inghilterra o in America vi si riderebbe semplicemente sulla faccia, e a Parigi il signor Drumont 2 eccita con i suoi scritti - allo spirito dei quali è infinitamente superiore quello degli antisemiti tedeschi – solo una modestissima ed effimera esplosione passionale. Ciononostante, ora che si presenta candidato al Consiglio comunale è costretto a proclamare di essere contro il capitale dei cristiani oltre che contro quello degli ebrei! D'altra parte il signor Drumont troverebbe lettori compiacenti anche se sostenesse la tesi opposta.

     In Prussia, a fare dell'antisemitismo è la piccola nobiltà, la casta degli junker, i cui esponenti, con un reddito di 10.000 marchi, ne spendono 20.000 e sono perciò costretti a trafficare con gli usurai; e in Prussia e in Austria sono i piccolo-borghesi, gli artigiani e i rigattieri, schiacciati dalla concorrenza del grande capitale, a formare il coro antisemita. Ma quando il capitale distrugge queste classi della società, classi reazionarie da cima a fondo, esso compie solo il suo dovere, anzi un'opera meritoria, si tratti di semiti o di ariani, di circoncisi o di battezzati. Esso spinge in avanti la Prussia e l'Austria arretrate, affinché si elevino al punto di vista moderno, nel quale tutte le differenze sociali si fondono nel grande antagonismo tra salariati e capitalisti. Solo là dove lo sviluppo non è stato ancora spinto così lontano, dove non esiste ancora una forte classe capitalista e quindi nemmeno una forte classe operaia, dove il capitale è ancora troppo debole per potersi impadronire di tutta la produzione e per fare della Borsa valori il campo principale della sua attività, dove, quindi, la produzione è ancora nelle mani di contadini, di proprietari terrieri, di artigiani e di altre classi analoghe venute dal Medioevo — solo là dove il capitale è principalmente ebreo, esiste l'antisemitismo.

     In tutta l'America del Nord, dove vi sono milionari la cui ricchezza si lascia appena esprimere nei nostri miserabili marchi, fiorini o franchi, non vi è fra loro un solo ebreo, e rispetto ad essi i Rothschild 3 sono dei veri mendicanti. Anche qui in Inghilterra, Rothschild è un uomo dalla fortuna modesta rispetto, per esempio,al duca di Westminster 4. E dove sono gli ebrei da noi, in Renania, dove 95 anni fa, con l'aiuto dei francesi, abbiamo cacciato la nobiltà e creato un'industria moderna?

    L'antisemitismo non è dunque nient'altro che una reazione di ceti sociali medievali votati alla rovina dall’ avanzare della società moderna, che si compone essenzialmente di capitalisti e di operai, e di conseguenza esso serve solo obiettivi reazionari sotto una copertura in apparenza socialista. È una variante del socialismo feudale 5, col quale non possiamo avere nulla in comune. Se ciò avviene in qualche paese, questa è solo la prova che il capitalismo non vi è abbastanza forte. Capitale e lavoro salariato sono oggi inseparabili. Più è forte il capitale, più è forte del pari la classe operaia, e, quindi, più vicina è la fine del dominio capitalistico. A noialtri tedeschi, e con ciò intendo anche i viennesi, auguro dunque un rapido sviluppo dell'economia capitalista.

     A ciò si aggiunga il fatto che l'antisemitismo falsa tutta la situazione. Esso non conosce nemmeno gli ebrei contro i quali strepita, altrimenti saprebbe che vi sono qui in Inghilterra e in America, grazie agli antisemiti dell'Europa orientale, e in Turchia, grazie all'Inquisizione spagnola, migliaia e migliaia di proletari ebrei, e proprio questi operai ebrei sono tra i più miserabili e i più sfruttati.  Abbiamo avuto qui in Inghilterra, nel corso degli ultimi dodici mesi, tre scioperi di operai ebrei 6, e proprio noi dovremmo fare dell'antisemitismo per lottare contro il capitale?

    Inoltre, noi dobbiamo  troppo  agli ebrei.  Senza parlare  di Heine 7 e di Boerne 8, Marx era un ebreo puro sangue. Vassalle 9 era ebreo. Un gran numero dei nostri migliori compagni sono ebrei. Il mio amico Victor Adler10, che in questo momento sta espiando nelle carceri di Vienna la sua devozione alla classe operaia, Eduard Bernstein 11, redattore del « Sozialdemokrat » di Londra;  Paul Singer 12, uno dei migliori membri della nostra frazione parlamentare — tutte persone delle quali sono fiero di essere amico — tutti ebrei! Io stesso non sono stato presentato come un ebreo dalla « Gartenlaube » 13 ? E in verità, se dovessi scegliere, piuttosto ebreo che « Herr von » 14!

 

    Londra, 19 aprile 1890.

 

                                                Friedrich Engels

 

 

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1 Con questa lettera Friedrich Engels rispondeva all’impiegato bancario austriaco  Isidor Ehrenfreund, il quale gli aveva scritto il 21 marzo 1890 in qualità di membro dell’Associazione  degli impiegati delle banche e degli istituti di credito viennesi, lamentandosi che una notevole parte della popolazione di Vienna era antisemita e recepiva volentieri la propaganda contro il capitale ebraico. La lettera di Engels venne pubblicata nel numero 19 dell’8 maggio 1890 del giornale socialdemocratico di Vienna “Arbeiter-Zeitung” con la seguente nota redazionale: “Per motivi di opportunità siamo costretti a pubblicare sia la lettera che la risposta senza l’autorizzazione di quelli che le hanno scritte”. Ed effettivamente il nome degli autori non venne indicato sul giornale. La lettera di Engels venneimmediatamente ripresa dal quotidiano “Berliner Volksblatt” (n. 109 del 13 maggio 1890) e dal settimanale di Monaco , “Das Recht auf Arbeit” (n. 315 del 28 maggio 1890). A causa dell’anonimato del destinatario, questi è stato identificato fino a un’epoca molto recente nel socialdemocratico austriaco Engelbert Pernerstorfer (1850-1918). Cfr. EDMUND SILBERNER, Op. Cit. , pag 153. In realtà , come si vede , il destinatario era Isidor Ehrenfreund. La presente traduzione è stata condotta su Karl Marx – Friedrich Engels, Werke, Band 22, Berli, Dietz Verlag, 1963, pagg. 49-51.

2 Edouard – Adolphe Drumant (1844-1917), giornalista e scrittore reazionario francese, autore di numerosi articoli e libri antisemiti, il più noto dei quali, La France juive, superò le 200 edizioni, nei quali si sforzò di realizzare , da destra, la sintesi tra lo spirito nazionale e un anticapitalismo demagogico che aveva come obiettivo quello di  distogliere una parte della tradizione rivoluzionaria francese e le forze crescenti del movimento operaio verso finalità che erano loro profondamente estranee. L’antisemitismo avrebbe dovuto essere catalizzatore di questa aggregazione reazionaria di forze tendenzialmente capitaliste.

 3 Nel XIX secolo la famiglia Rothschild aveva acquistato una notevole influenza finanziaria praticamente in tutta Europa. Il fondatore della fortuna della famiglia, Meyer Amschel Rothschild, un ebreo di Francoforte, era divenuto dapprima il fornitore di gioielli e successivamente il banchiere del principe-elettore Guglielmo di Assia. L'influenza europea della famiglia ebbe inizio quando Meyer Amschel spedì i figli nelle diverse capitali d'Europa ad esercitarvi l'attività di banchiere: Salomon a Vienna, Nathan a Londra, Cari a Napoli, Jakob a Parigi, mentre il primogenito restava a dirigere la casa-madre a Francoforte. Durante le guerre napoleoniche i Rothschild furono tra i maggiori finanziatori della guerra della Gran Bretagna e dell'Austria. Rimasti strettamente legati, i vari rami della famiglia acquistarono una grande potenza non solo nei singoli paesi ma in tutto il continente europeo.

     4 Engels accenna a Hugh Lupus Grosvenor (1825-1899) dal 1874 duca di Westminster, uomo politico liberale inglese, grande proprietario terriero.

     5 Nel Manifesto, Marx ed Engels hanno così caratterizzato il « socialismo feudale »: « metà lamentazione, metà libello; metà riecheggiamento del passato, metà minaccia del futuro. A volte colpisce al cuore la borghesia con un giudizio amaro e spiritosamente sarcastico, ma ha sempre effetto comico per la sua totale incapacità di comprendere il corso della storia moderna [...]. Rimproverano alla borghesia più il fatto che essa genera un proletariato rivoluzionario che non il fatto ch’essa produce un proletariato in genere. Nella pratica della vita politica, prendono parte perciò a tutte le misure di forza contro la classe operaia ». KARL MARX - FRIEDRICH ENGELS, Manifesto del Partito comunista, Torino, Einaudi, 1953, pagg. 159-160.

     6 Engels si riferisce ai seguenti scioperi dei lavoratori ebrei a Londra: sciopero dei sarti dell'agosto-settembre 1889, sciopero dei panettieri del novembre 1889, sciopero dei lavoratori dei calzaturifici del marzo-aprile 1890. Nel corso di questi scioperi i lavoratori avanzarono rivendicazioni ben precise. I sarti e i panettieri rivendicavano la giornata lavorativa di 10 ore, invece delle 14-16 ore fino a quel momento in vigore, e i lavoratori dei calzaturifici chiedevano che il lavoro a domicilio per conto dei piccoli appaltatori privati fosse assoggettato alle stesse condizioni di quello in fabbrica. Gli industriali furono costretti ad accettare con un nuovo contratto di lavoro quest'ultima rivendicazione.

     7 Heinrich Heine (1797-1856), uno dei maggiori poeti tedeschi, politicamente impegnato su posizioni rivoluzionarie, fu amico di Karl Marx.

     8 Karl Ludwig Boerne (1786-1837), giornalista e critico, esponente dell'opposizione radicale piccolo-borghese.

     9 Ferdinand Lassalle (1825-1864), uomo politico tedesco, ebbe una notevole influenza nell'organizzazione del movimento operaio tedesco. Fu criticato da Marx ed Engels.

     10  Victor Adler (1852-1918), leader  della  socialdemocrazia  austriaca  ed  esponente di primo piano della Seconda Internazionale.

    11 Eduard Bernstein (1850-1932), giornalista e teorico socialdemocratico. Dopo la morte di Engels sottopose il marxismo ad una revisione in senso piccolo-borghese.

     12  Paul  Singer (1844-1911),  dirigente  della socialdemocrazia tedesca,  deputato  al Reichstag dal 1884 alla morte.

     13 « Die Gartenlaube. Illustrirtes Familienblatt », settimanale letterario di orientamento piccolo-borghese e antisemita. Si pubblicò a Lipsia dal 1853 al 1903, e a Berlino dal 1903 al 1943.

     14  « Signor  di »:   attributo  dei  nobili  tedeschi.