Date       1974, November 13

Place       NewYork

Source   UNISPAL  -traduzione dalla versione in inglese

Author   YasserArafat

Title       Dichiarazionedi Arafatall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite


 

Dichiarazione di  Arafat all'AssembleaGenerale 

delle Nazioni Unite 

13 November 1974


 

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General Assembly
A/PV.2282 and Corr.1

United Nations2282nd
GENERAL PLENARY MEETING
ASSEMBLY Wednesday, 13 November 1974,
TWENTY-NINTH SESSION at 10.30 a.m.
Official Records NEW YORK
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CONTENTS
Page
Agenda item 108:
Question of Palestine (continued) 861
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Presidente: Mr. Abdelaziz BOUTEFLIKA
(Algeria).
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AGENDA ITEM 108
Question of Palestine (continued)*

1. IL PRESIDENTE (traduzione dal francese): I membri vorrannoricordare che l’Assemblea Generale, nella sua risoluzione 3210(XXIX), adottatail 14 ottobre 1974, decise di invitare l’Organizzazione per la Liberazionedella Palestina [OLP], rappresentante del popolo palestinese, a parteciparenegli incontri in plenaria alle deliberazioni dell’Assemblea Generale sullaquestione della Palestina.

[IlPresidente continua in Arabo]

2.IL PRESIDENTE (traduzione dall’Arabo): In rappresentanzadell’Assemblea Generale,  ho ilpiacere di dare un cordiale benvenuto al signor Yasser Arafat, Chairman delComitato Esecutivo dell’Organizzazione per l liberazione della Palestina ecapo in testa della Rivoluzione Palestinese. Ora invito lui a parlareall’Assemblea Generale.

3.Mr. Arafat (traduzione dall’Arabo): In nome del popolo della Palestinae leader della sua battaglia nazionale, l’Organizzazione per la Liberazionedella Palestina, io approfitto di questa opportunità per dare a lei, SignorPresidente, le mie più calde congratulazioni per la sua elezione allapresidenza della ventinovesima sessione dell’Assemblea Generale delle NazioniUnite. Noi la conosciamo da tempo per essere un sincero e devoto difensore dellacausa della libertà, giustizia e pace. Noi la abbiamo conosciuta anche peressere nell’avanguardia dei combattenti per la libertà nella eroica guerra diliberazione nazionale di Algeria. Oggi l’Algeria ha ottenuto una posizione dirilievo nella comunità mondiale ed ha assunto la sua responsabilità inentrambi i campi nazionale e internazionale, in questo modo guadagnando ilsupporto e la stima di tutti i paesi del mondo.

6.Signor Presidente, la ringrazio per aver invitato l’OLP a partecipare inquesta sessione plenaria dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Sonograto a tutti quei rappresentanti degli Stati delle Nazioni Unite che hannocontribuito alla decisione di introdurre la questione della Palestina comeargomento separato nell’agenda di questa assemblea. Quella decisione ha resopossibile la risoluzione dell’Assemblea di invitare noi a fare un discorsosulla questione palestinese.

7.Questa è un’occasione molto importante. La questione della Palestina deveessere riesaminata dalle Nazioni Unite, e noi consideriamo quel passo unavittoria tanto per l’Organizzazione mondiale quanto per la causa del nostro popolo. Ciò indica di nuovo che laNazioni Unite di oggi non sono le Nazioni Unite del passato, come che anche ilmondo di oggi non è il mondo di ieri. Oggi le Nazioni Unite rappresentano 138nazioni, un numero che più chiaramente riflette la volontà delle comunitàinternazionale. In questo modo le Nazioni Unite di oggi sono più capaci diimplementare i principi incorporati nella sua carta e nella DichiarazioneUniversale dei Diritti Umani, e anche essendo più in grado di dar supporto allapace e alla giustizia.

8.La nostra gente ora sta cominciando a sentire questo cambiamento. Insieme aloro, i popoli dell’Asia, Africa e America Latina anche sentono ilcambiamento. Come risultato, le Nazioni Unite acquisiscono una gran stima delpunto di vista del nostro popolo e del punto di vista di altri popoli. La nostrasperanza  è quindi rafforzata dallapossibilità che le Nazioni Unite possano contribuire attivamente alperseguimento e al trionfo della causa di pace, giustizia, libertà eindipendenza. La nostra determinazione di costruire un nuovo mondo è rafforzata– un mondo libero dal colonialismo, imperialismo , neocolonialismo e dal razzismo in ognuna dei suoi esempi, incluso il sionismo.

9.Il nostro mondo aspira ala pace, alla giustizia, all’eguaglianza, alla libertà.Auspica che le nazioni oppresse, piegate sotto il  peso dell’imperialismo, possano ottenere la loro libertà eil loro diritto all’autodeterminazione. Il nostro mondo spera di comporre lerelazioni tra le nazioni sulla base dell’uguaglianza, della coesistenzapacifica, del mutuo rispetto per gli affari interni di ciascuno, di assicurarela sovranità nazionale, l’indipendenza e l’unità territoriale, e sullabase della giustizia e del mutuo beneficio. Questo mondo decide che le relazionieconomiche che lo tengono insieme siano fondate sulla giustizia, parità einteresse reciproco. Aspira infine di indirizzare le sue risorse umane contro ilflagello della povertà, della carestia, della malattia e delle calamitànaturali, verso lo sviluppo di capacità produttive scientifiche e tecnichevolte ad accrescere la ricchezza dell’uomo —- tutte queste cose nellasperanza di ridurre la disuguaglianza tra i paesi sviluppati e quelli in via disviluppo. Ma tutte queste aspirazioni non possono essere realizzate in un mondoche attualmente è governato dalla tensione, dall’ingiustizia,dall’oppressione, dalla discriminazione razziale e dallo sfruttamento , unmondo minacciato anche da disastri economici dalla guerra e dalle crisi che nonhanno mai fine.

10.Un grande numero di popoli, inclusi quelli dello Zimbabwe, della Namibia, delSud Africa e della Palestina, fra molti altri, continuano ad essere vittime dioppressione e violenza. Le loro aree del mondo sono schiacciate da battagliearmate provocate dall’imperialismo e dalla discriminazione razziale, che sonoentrambi forme di aggressione e terrore.  Questisono esempi di popoli oppressi obbligati da circostanze intollerabili aconfrontarsi con questo tipo di oppressioni. Ma laddove ha luogo questoconfronto questo è legittimo e giusto.

 

 

 

11. E’ urgente che la comunità internazionale supporti i popolinelle loro lotte, nel progresso delle loro cause legittime e nel raggiungimentodel loro diritto all’autodeterminazione.

12.In Indocina i popoli continuano ad essere esposti all’aggressione. Essirimangono soggetti alle cospirazioni che impediscono loro di ottenere la pace edi realizzare i loro obiettivi. Sebbene i popoli del mondo abbiano dappertuttosalutato gli accordi di pace raggiunti ….

15.In più , queste nazioni continuano ad essere ostacolate nel raggiungere I loroobiettivi primary formulati alla terza conferenza delle Nazioni Unite sullalegislazione marittima a Caracas, alla Conferenza mondiale di Bucharest e allaConferenza Mondiale del Cibo a Roma.

LeNazioni Unite dovrebbero quindi raccogliere ogni sforzo per raggiungere uncambiamento radicale del sistema economico mondiale, rendendo possibile losviluppo dei paesi in via di sviluppo. Le Nazioni Unite dovrebbero farsi caricodella responsabilità di combattere l’inflazione, che si è alimentata conforza nei paesi in via di sviluppo e specialmente nei paesi che produconopetrolio. Le Nazioni Unite devono fermamente condannare ogni minaccia fattacontro questi paesi semplicemente perché chiedono i loro giusti diritti.

16.La corsa mondiale agli armamenti non accenna a ridursi. Come conseguenza, ilmondo intero è minacciato dalla dispersione della sua ricchezza e dallo sprecototale delle sue energie. La violenza armata si è fatta più probabile ovunque.Noi ci aspettiamo che le Nazioni Unite si dedichino con risolutezza a frenarel’acquisizione illimitata delle armi; a prevenire anche la possibilità delladistruzione nucleare, a ridurre grandi somme di denaro spese per le tecnologiemilitari, a convertire le spese per la guerra in progetti per lo sviluppo, perl’aumento della produzione e per il beneficio comune dell’umanità.

17.E ancora, la più alta tensione esiste nella nostra parte del mondo. Làl’entità sionista con tenacia  siostina ad occupare il territorio arabo; il sionismo persiste, nella suaaggressione contro di noi e contro il nostro territorio. Nuove preparazionimilitari stanno preparandosi febbrilmente. Queste ne anticipano un’altra, laquinta guerra di aggressione da lanciare contro di noi. Questi segnalinecessitano di un’attenta osservazione, perché esiste un grave pericolo chequesta guerra possa portare alla distruzione nucleare e all’annientamentototale.

18.Il mondo ha bisogno di fare sforzi tremendi per aspirare alla pace, alla libertà,alla giustizia, uguaglianza e sviluppo potranno essere realizzati se si vinceràla lotta contro il colonialismo, l’imperialismo, il neocolonialismo e ilrazzismo in tutte le sue forme, incluso il sionismo. Soltanto da questi sforzipuò essere data forma alle aspirazioni di tutti i popoli, incluso leaspirazioni dei popoli i cui stati si oppongono a tali sforzi. Questa è lastrada che porta al raggiungimento di questi principi enfatizzati dalla Cartadelle Nazioni Unite e dalla Dichiarazione dei Diritti Umani. Se si mantenesse lostatus quo, comunque, il mondo sarebbe esposto a prolungati conflitti armati,oltre alle calamità economiche, umane e naturali.

19.Nonostante le persistenti crisi mondiali,  nonostantegli oscuri poteri dell’errore disastroso e arretrato, noi viviamo in unperiodo di cambiamento glorioso. Un vecchio ordine mondiale si sta persbriciolare davanti ai nostri occhi, quando l’imperialismo, il colonialismo,il neo-colonialismo e il razzismo, la cui forma principale è il sionismo,periranno ineluttabilmente. Noi siamo privilegiati per essere in grado ditestimoniare una grande ondata di storia che sta portando i popoli in un nuovomondo che loro stessi hanno creato. In quel mondo trionferanno le giuste cause.Di ciò noi confidiamo.

20.La questione della Palestina appartiene a questa prospettiva di emergenza e dibattaglia. La Palestina è cruciale fra quelle cause combattute strenuamentedalle masse dei lavoratori sotto l’imperialismo e l’aggressione. Non puòessere , e non è, perduto in me oggi, che sono qui davanti all’AssembleaGenerale, la speranza che se a me è stata data l’opportunità di parlareall’Assemblea Generale, così tale opportunità deve essere data a tutti imovimenti di liberazioni che combattono contro il razzismo e l’imperialismo.Nei loro nomi, e in nome di ogni essere umano che combatte per la libertà el’autodeterminazione, io  miappello urgentemente all’Assemblea Generale perché dia alla loro giusta causa la stessa piena attenzione chel’Assemblea Generale ha così giustamente dato alla nostra. Una volta dati tali  riconoscimentici sarà di conseguenza un sicuro fondamento per la conservazione della paceuniversale. Solo con questa pace si costituirà un nuovo orine mondiale nelquale i popoli potranno vivere liberi dalla paura dell’oppressione , delterrore e della negazione dei loro diritti. E come ho detto prima , questa è laprospettiva reale nella quale inquadrare la questione della Palestina. Io orafarò così per l’Assemblea Generale, tenendo bene a mente sia la prospettivache lo scopo di un futuro ordine mondiale.

21.

22.Nel parlare all’Assemblea Generale oggi, il nostro popolo proclama la sua fedenel futuro, libero sia dalle tragedie del passato o dalle limitazioni delpresente. Se, dato che discutiamo il presente, noi includessimo anche il passatonel nostro servigio, noi lo faremmo solamente per evidenziare il nostro viaggionel futuro con altri movimenti di liberazioni nazionale. Se noi ci rifacciamoadesso alle radici storiche della nostra causa noi lo facciamo perché in questomomento nei nostri cuori ci sono quelli che, mentre quegli altri occupano lenostre case, mentre loro pascolano i loro greggi nei nostri pascoli, mentre leloro mani raccolgono i frutti dei nostri alberi, esigono allo stesso tempo chenoi siamo spiriti senza corpo, finzione senza presenza, senza tradizioni ofuturo. Noi parliamo delle nostre radici anche perché fino a poco tempo faalcuni avevano considerato e continuano a considerare il nostro come un problemasquisitamente di rifugiati. Loro hanno dipinto la questione del Medio Orientecome poco più di una disputa di confini tra gli Stati Arabi e l’entitàSionista. Loro hanno immaginato che il nostro popolo esigesse diritti nonlegittimi e combattesse senza logica né valido motivo, ma con un semplicedesiderio di disturbare la pace e di terrorizzare in modo gratuito. Per quelliche sono tra voi – e qui io mi riferisco agli Stati Uniti d’America e altricome loro – quelli che offrono gratuitamente al nostro nemico aerei, bombe eogni altra varietà di armi letali. Loro prendono posizione ostile contro di noi, deliberatamente distorcendo la vera essenza del problema. Tutto questo è fatto non soltanto a nostre spese, ma anche alle spesedel popolo americano e dell’amicizia che speriamo possa consolidarsi tra noi equesto grande popolo , la cui storia di battaglia per la libertà noi onoriamo esalutiamo .

24.In ogni evento, se si deve comprendere una soluzione reale, come nel caso dellanostra discussione sulla questione della Palestina, si devono mettere a fuoco le radici storiche; noi facciamo così perché crediamo che ogniquestione  che ora riguarda il mondodeve essere vista radicalmente, nel vero senso della parola. Noi proponiamo questo approccio radicale come antidoto ad un modo diaffrontare questo problema internazionale che oscura le origini storiche dietrol’ignoranza, il diniego, e una servile deferenza al presente.

25.Le radici della questione Palestinese risalgono agli ultimi anni deldiciannovesimo secolo, in altre parole al periodo che noi chiamiamo epoca delcolonialismo e dell’insediamento come lo conosciamo oggi. Questo èprecisamente il periodo nel quale è nato il progetto del sionismo; il suo scopoera la conquista della Palestina da parte degli immigranti Europei, proprio comei colonizzatori, che effettivamente assalirono gran parte dell’Africa. Questo è il periodo durante il quale,riversandosi fuori dall’occidente , il colonialismo si diffonde (, si propagasi espande) nel luoghi più distanti dell’Africa, Asia e America Latina,costruendo colonie, sfruttando in modo crudele dappertutto, opprimendo,saccheggiando i popoli di questi tre continenti. Questo periodo persiste nelpresente. Una marcata evidenza di questa biasimevole presenza può esserechiaramente percepita nel razzismo praticato sia in Sud Africa che in Palestina.

26.Come il colonialismo e i loro demagoghi hanno dato dignità alle loro conquiste,ai loro saccheggi e ai loro attacchi senza limite nei confronti dei natividell’Africa appellandosi ad una missione “civilizzatrice e modernizzatrice”, così anche fecero le ondate di immigranti sionisti mascherando le lorointenzioni quando conquistarono la Palestina. Come il sistema del colonialismo ei colonialisti usarono la religione, il colore, la razza, il linguaggio, pergiustificare lo sfruttamento dell’Africa e l’ assoggettamento crudele basatosul terrore e sulla discriminazione, così questi metodi sono stati usati quandola Palestina è stata usurpata e il suo popolo è stato cacciato dalla sua casanazionale.

27.Come il colonialismo in modo incurante usò il misero, il povero, lo sfruttatocome materia inerte con la quale costruire e realizzare il colonialismo deicoloni, così gli Ebrei di Europa, oppressi e indigenti , furono impiegatidall’imperialismo mondiale a dai leader sionisti. Gli ebrei europei furonotrasformati in strumenti di aggressione – loro divennero gli elementi delcolonialismo intimamente alleato alla discriminazione razziale.

28.La teologia sionista è stata utilizzata contro il nostro popolo palestinese: loscopo  non era solo di stabilire il colonialismo di stile occidentale ma anche di separare(recidere, tagliare)  gli Ebrei dalle loro differenti terre natie con ilconseguente allontanamento dalle loro nazioni. Il sionismo è un’ideologia cheè imperialista, colonialista, razzista; è profondamente reazionaria ediscriminatoria;

E’accomunato all’anti–Semitismo nel suoi principi ed è, quando tutto è dettoe fatto, l’altra faccia della stessa medaglia. Ciò che è stato proposto èche i seguaci della fede ebraica, indifferenti alla loro residenza nazionale,non dovrebbero né fare giuramento di fedeltà alla loro residenza nazionale névivere in un giusto equilibrio con i suoi altri cittadini non-ebrei – quandosi propone ciò noi sentiamo che si sta proponendo l’anti-Semitismo. Quandointendiamo che la sola soluzione per il problema degli ebrei è che gli ebreidevono alienare loro stessi dalle comunità o dalle nazioni alle quali lorohanno fatto storicamente parte, quando intendiamo che gli ebrei risolvono ilproblema ebraico tramite l’immigrazione e insediando con forza la terra di unaltro popolo  -- quando questoaccade, esattamente la stessa posizione è stata sostenuta dagli anti-Semiticontro gli Ebrei.

29.Allora, per esempio, noi possiamo capire il legame tra Cecil Rhodes, chepromosse il colonialismo nell’Africa del sud-est, e Theodor Herzl, che avevail progetto di coloni sulla Palestina.  Avendoricevuto un certificato per essere un buon insediatore di colonie da Rhodes,Herzl allora girò e presentò questo certificato al Governo Britannico,sperando di assicurare unauna risoluzione formale di supporto alla politicasionista. In cambio, i sionisti promisero alla Bretagna una base imperialistasul suolo palestinese così che gli interessi imperialisti potessero esseresalvaguardati da uno dei loro punti strategici principali.

30.Così che il movimento Sionista si alleò direttamente con il mondo delcolonialismo in una comune incursione nella nostra terra. Permettetemi ora di presentare una selezione di verità storiche aproposito di questa alleanza.

31.L’invasione ebraica della Palestina cominciò nel 1881. Prima che questa primagrande ondata di immigranti cominciasse ad arrivare, la Palestina aveva unapopolazione di mezzo milione; la maggior parte della popolazione era musulmana ocristiana, e soltanto 20.000 erano ebrei. Ogni porzione della popolazione godevadella tolleranza religiosa caratteristica della nostra civiltà.

32.La Palestina era allora una terra verdeggiante, abitata prevalentemente dapopolazione araba nel corso di costruire la sua vita e arricchendo in mododinamico la sua cultura indigena.

33.Tra il 1882 e il 1917 il movimento sionista insediò circa 50.000 Ebrei europeinella nostra terra natia. Per fare questo essi ricorsero all’inganno e allafrode in modo da impiantare loro in mezzo a noi….

34.Per un periodo di 30 anni dopo la dichiarazione Balfour, il movimento sionista,insieme con il suo alleato coloniale, ebbe successo nell’effettuarel’immigrazione di più ebrei europei e nell’usurpazione delle terre degliarabi di Palestina. Allora, nel 1947 la popolazione ebraica della Palestina eraapprossimativamente di 600.000 che possedevano meno del 6 per cento della terrefertili della Palestina, mentre la popolazione araba di Palestina contava circa1.250.000 persone.

35.Come risultato della collusione tra il Potere mandatario e il movimento sionistae con il supporto di alcuni paesi , questa Assemblea Generale approvòall’inizio della sua storia una raccomandazione di spartire la nostra terrapalestinese. Questo ebbe luogo in un’atmosfera avvelenata da azionidiscutibili e da una forte pressione. L’Assemblea Generale spartì ciò chenon aveva diritto di dividere – una terra indivisibile . Quando noi abbiamorifiutato quella decisione, la nostra posizione corrispondeva a quella dellamadre naturale che rifiutò  dipermettere al re Salomone di tagliare suo figlio in due quando la madreinnaturale reclamava il figlio per sé ed era d’accordo al suo smembramento.Inoltre, sebbene la risoluzione di spartizione garantiva ai coloni il 54 % dellaterra di Palestina, la loro scontentezza per questa decisione spinse loro adintraprendere una guerra di terrore contro la popolazione araba civile. Lorooccuparno l’81 per cento dell’area totale della Palestina, sradicando unmilione di arabi. Allora loro occuparono 524 città e villaggi arabi, dei qualine distrussero, annientando completamente quelli in costruzione. Avendo fattoquesto ,  loro costruirono i loropropri insediamenti e colonie sulle rovine dei nostri poderi e dei nostrifrutteti. Le radici della questione palestinese sono qui. Le sue cause non hannoorigine da un conflitto tra due religioni o due nazionalismi. Né questo è unconflitto di confine tra Stati confinanti. E’ la causa di un popolo privatodella sua terra , disperso e sradicato,  e che vive in gran parte in esilio e nei campi di rifugiati.

36.Con il supporto dei Potenze imperialiste e colonialiste, l’entità Sionista riuscì ad essere accettata come un Membro delle nazioni Unite. Inoltreebbe successo nel cancellare la questione della Palestina dall’agenda delleNazioni Unite e nell’ingannare l’opinione pubblica mondiale nel presentarela nostra causa come un problema di rifugiati in bisogno di carità da parte deibenefattori, o di insediamenti in una terra non loro.

37.Non so soddisfatti con tutto questo, l’entità razzista, fondata sul concettoimperialista- colonialista, si convertì in una base di imperialismo e in unarsenale di armi. Questo lo rese capaci  diassumersi il ruolo di soggiogare il popolo arabo e di commettere aggressionecontro di loro, in modo da soddisfare le sue ambizioni per una ulterioreespansione sulle terra palestinese e su altre terre arabe. Oltre ai molti casidi aggressione commessi da questa entità contro gli stati arabi, l’entità halanciato due guerre su larga scala, nel 1956 e nel 1967, mettendo in pericolo lapace e la sicurezza del mondo.

38.Come risultato dell’aggressione Sionista nel giugno del 1967, il nemico occupòil Sinai Egiziani fino al fino al Canale di Suez. Il nemicò occupò le alturedel Golan siriano, oltre alle terre Palestinesi ad ovest del Giordano. Tuttiquesti sviluppi hanno portato alla creazione nella nostra area a quello che ècominciato ad essere conosciuto come “Il Problema del Medio Oriente”. Lasituazione è stata resa più seria dalla insistenza del nemico nel mantenereuna occupazione illegale e nel cososolidarla ulteriormente, stabilendo in talmodo una testa di ponte per l’attacco dell’imperialismo contro la nostranazione Araba. Tutte le decisioni del Consiglio di Sicurezza e gli appelliall’opinione pubblica del mondo per il ritiro dai territori occupati nelgiugno del 1967 sono stati ignorati. Malgrado tutti gli sforzi di pace a livellointernazionale, il nemico non è stato dissuaso dal proseguire la sua politicaespansionistica. L’unica alternativa sperimentata dalle nostre nazioni Arabe,principalmente da Egitto e Siria, fu di fare tutti gli sforzi possibili nelprepararsi con piene forze a resistere  aquella invasione barbara armata al fine di liberare le terre arabe eripristinare i diritti del popolo Palestinese, dopo che tutti i mezzi di paceerano falliti.

39.In queste circostanze, la quarta Guerra si interruppe dell’Ottobrenell’Ottobre del 1973,  facendocapire al nemico Sionista il fallimento della sua politica di occupazione,espansione e la sua fiducia nella potenza militare. Malgrado ciò, i capidell’entità Sionista sono lontani dall’aver imparato la lezione dalla loroesperienza. Infatti si stanno preparando per la quinta guerra, facendo ancorauna volta ricorso al linguaggio della superiorità militare, dell’aggressione,del terrorismo, del dominio e infine, facendo sempre ricorso alla guerra perregolare i loro rapporti con gli Arabi.

40.Il nostro popolo è addolorato dal fatto di essere testimone della diffusionedel mito che la sua terra fosse un deserto fino a quando questo fu fatto fioriredal duro lavoro dei coloni stranieri, che era una terra senza un popolo, e chel’entità colonialista non provocò nessun danno all’entità colonialista.No: queste bugie devono essere svelate da questo palco, il mondo deve sapere chela Palestina è stata la culla delle più antiche culture e civiltà. Il suopopolo Arabo era dedito all’agricoltura e alle costruzioni, diffondendocultura nella terra per migliaia di anni, fornendo un esempio nella praticadella libertà di culto, e comportandosi come fedeli guardiani dei luoghi sacridi tutte le religioni. Come figlio di Gerusalemme, I faccio tesoro per me e peril mio popolo di splendide memorie e vivide immagini della fratellanza religiosache fu il segno distintivo della nostra Città Santa prima che avvenisse lacatastrofe. Il nostro popolo ha continuato a perseguire questa politicailluminata fino allo stabilirsi dello stato di Israele e la sua dispersione. Maquesto non ha dissuaso il nostro popolo dal continuare il suo ruolo umanitariosul suolo della Palestina- Ne il mio popolo permetterà che la sua terra diventiuna piattaforma di lancio per l’aggressione o una zona razzista destinata alladistruzione di civiltà, culture, pregresso e pace. Il nostro popolo non puòmantenere l’eredità dei loro antenati resistendo agli invasori, e assumendoil compito privilegiato di difendere la sua terra nativa, la sua nazionalitàAraba, la sua cultura e civiltà e la  salvaguardiadella culla delle religioni monoteistiche.

41. Al contrario, noi abbiamo bisogno di far brevemente menzione dialcune posizione: il suo supporto all’Organizzazione Armata Segreta inAlgeria, sostegno  agli insediamenticoloristi  in Africa – in Congo,Angola, Mozambico, Zimbabwe, Azania, e Sud Africa – e il suo sostegno al VietNam del sud contro la rivoluzione vietnamita. In più, si può anche dire cheIsraele continua a sostenere ovunque gli imperialisti e i razzisti, il suoatteggiamento ostruzionista nel Comitato dei Ventiquattro, il suo rifiuto didare il suo voto in supporto all’indipendenza degli stati africani e la suaopposizione alle domande di molte nazioni asiatiche, africane e latinoamericane, e molte altri stati durante le conferenze sulle materie prime, sullapopolazione, sul diritto marittimo, e sul cibo. Tutti questi fatti offronoulteriore prova del carattere del nemico che ha usurpato la nostra terra. Tuttiquesti fatti giustificano la battaglia onorevole che noi stiamo alzando controtutto ciò. Mentre noi difendiamo un progetto per il futuro, il nostro nemico èsorretto dai miti del passato.

42.Il nemico che noi abbiamo di fronte ha un record di ostilità anche neiconfronti degli stessi ebrei, per i quali è presente dentro l’entitàsionista una forma di razzismo intrinseco nei confronti degli ebrei d’Oriente.Mentre noi condanniamo ad alta voce i massacri degli ebrei sotto il regimeNazista, la leadership Sionista apparve più interessata a quel tempo asfruttarli al meglio che poteva in modo da realizzare il suo scopo di immigrarein Palestina.

43.Se l’immigrazione degli ebrei in Palestina ha avuto come obiettivo dare lo rola possibilità di vivere fianco a fianco con noi godendo degli stessi diritti eassumendo le stesse responsabilità noi avremmo aperto loro la nostra porta,fino all’esaurimeto della capacità di assorbimento della nostra terra. Questoè stato il caso delle migliaia di armeni e circassi che ancora vivono tra dinoi in eguaglianza come cittadini. Ma se lo scopo di questa immigrazione era diusurpare la nostra terra, disperdere il nostro popolo, di farci diventarecittadini di seconda classe, nessuno può concepire che ciò accada senza chenoi restiamo passivi e sottomessi.. Perciò, dall’inizio, la nostra evoluzionenon è stata motivafa da fattori razziali o religiosi. Il nostro bersaglio nonè mai stato l’ebreo come persona ma il sionismo razzista e l’aggressionemanifesta. In questo senso, la nostra è anche una rivoluzione per l’Ebreoanche come essere umano. Noi stamo combattendo affichè Ebrei, Cristiani eMussulmani possano vivere in eguaglianza, godere degli stessi diritti, assumeregli stessi doveri, liberi dalla discriminazione razziale o religiosa.

44.Noi dobbiamo distinguere tra giudaismo e sionismo. Mentre noi manteniamo lanostra opposizione al movimento sionista colonialista, noi rispettiamo la fedeebraica. Oggi, quasi cento anni dopo l’ascesa del movimento sionista,desideriamo avvisare di questo crescente pericolo gli ebrei del mondo, il nostropopolo arabo e la pace e la sicurezza del mondo. Il sionismo incoraggial’ebreo a emigrare dalla sua terra offrendogli una nazionalità creataartificialmente. I sionisti hanno proceduto con le loro attività di terroresebbene queste si sono dimostrate inefficaci. Il fenomeno della costanteemigrazioni da Israele, che è stato fatto per crescere come i bastioni del colonialismo e del razzismo  in the world fall, è un esempio del fallimento di tale attività.

….

49.Il terrorismo Sionista che è stato intrapreso contro il popolo palestinese perestirparlo dal loro paese ed usurpare la loro terra è registrato nei vostridocumenti ufficiali. Migliaia del nostro popolo sono stati assassinati nei lorovillaggi e paesi; altri diecimila sono stati forzati con la pistola spianata a lasciare le loro case e le terre dei loro padri. Piùvolte i nostri bambini,  le nostre donne e gli anziani sono stati estirpati ed hannodovuto vagare nei deserti e scalare montagne senza cibo né acqua. Nessuno chenel 1948 è stato testimone della catastrofe accaduta agli abitanti di centinaiadi villaggi e città – a Gerusalemme, Lydda, Ramle e Galilee –, nessuno cheè stato testimone della catastrofe potrà mai dimenticare l’esperienza, anchese ne è seguito un’amnesia di massa volta a nascondere questi orrori, cosìcome sono state nascoste le tracce dei 185 villaggi e paesi palestinesidistrutti a quel tempo e cancellate dalla carta geografica. La distruzione di19.000 case durante gli ultimi sette anni, che è equivalente alla distruzionecompleta di più di 200 villaggi palestinesi, e il grande numero di mutilatiquale risultato del trattamento cui sono stati soggetti nelle prigioni diIsraele non può essere nascosto né soggetto a dimenticanza.

50.Il loro terrorismo nutrito dall’odio e questo odio era diretto perfino control’albero di ulivo nel mio paese, che è stato un fiero simbolo e che ricordòloro degli abitanti indigeni della terra, un ricordo vivente che quella terra èpalestinese. Così cercarono di distruggerlo. Come si può descrivere ildiscorso di Golda Meir nel quale espresse il suo turbamento nei confronti “deibimbi palestinesi nati ogni giorno”? Loro vedono nel bambino palestinese,nell’albero palestinese un nemico che dovrebbe essere sterminato. Per diecianni i sionisti hanno perseguitato i leader politici, sociali, culturaliartistici del nostro popolo, terrorizzandoli e assassinandoli. Hanno rubato lanostra eredità culturale, il nostro folclore popolare, e hanno rivendicato comese fosse il loro. Il loro terrorismo ha anche raggiunto i nostri luoghi sacrinella nostra pacifica e amata Gerusalemme. Loro hanno tentati di de-arabizzarlae farle perdere il carattere musulmano e cristiano cacciando i suoi abitanti eannettendola.

51.Io devo menzionare  l’incendiodella Moschea di Al Aqsa e la deturpazione di molti monumenti che hannocarattere storico e religioso. Gerusalemme, con la sua storia religiosa e i suoivalori spirituali, è una testimonianza per il futuro. E’ la prova dellanostra presenza eterna, della nostra civiltà, dei nostri valori umani. Perquesto non è sorprendente che sotto il suo cielo sono nate le tre religioni eche sotto quel cielo queste tre religioni splendono in modo da illuminarel’umanità così che possono essere espresse le tribolazioni e le speranzedell’umanità, e che può essere segnalata la strada del futuro con le suesperanze.

52.Il piccolo numero di arabi palestinesi che non furono sradicati dai sionisti nel1948 sono attualmente rifugiati nella propria terra. La legge di Israele litratta come cittadini di seconda classe – e perfino come cittadini di terzaclasse dato che gli ebrei orientali sono cittadini di seconda classe – e lorosono stati soggetti a tutte le forme di discriminazione razziale  e al terrorismo dopo la confisca delle loro terre e proprietà. Loro sonostati vittima di massacri sanguinosi come quello di Kfar Kassim; sono statiespulsi dai loro villaggi ed è stato negato loro il diritto al ritorno, comenel caso degli abitanti di Ikrit e Kfar Birim. Per 26 anni, la nostrapopolazione ha vissuto sotto la legge marziale e le è stata negata dal governomilitare israeliano la libertà di movimento senza preavviso, questo al tempo incui fu promulgata una legge israeliana che offriva la cittadinanza a ogni ebreodel mondo che voleva emigrare nella nostra terra. In più un’altra leggeisraeliana ha stabilito che i palestinesi che non erano presenti nei lorovillaggi e paesi al tempo dell’occupazione non potevano ottenere lacittadinanza israeliana.

53. Il registro deigovernanti israeliani è pieno di atti  diterrore perpetrati su quelli del nostro popolo che sono rimasti sottooccupazione nel Sinai e nelle alture del Golan. Ibombardamento criminale dellascuola di Bahr-al-Bakar e della fattoria di Abou Zaabal sono soilo due atto diquesto terrorismo che non può essere dimenticato. La totale distruzione dellacittà siriana di Quneitra è un altro tangibile esempio di terrorismosistematico. Ma se un registro degli atti di terrorismo sionista relativo al suddel Libano fosse compilato la gravità dei suoi atti sbalordirebbe anche il piùrecidivo: pirateria, bombardamenti, la politica di bruciare le terre, ladistruzione di centinaia di case, lo sfratto di civili, il rapimento cittadinilibanesi. Questo costituisce chiaramente una violazione della sovranità dellibano in preparazione della deviazione delle acque del fiume Litani.

54.Non bisogna forse ricordare che questa Assemblea ha adottato numeroserisoluzioni che condannano le azioni di Israele contro i paesi arabi, leviolazioni di Israele dei diritti umani e gli articoli delle violazioni diGinevra, così come le risoluzioni che riguardano l’annessione della città diGerusalemme e il suo ripristino allo stato precedente?

55.La sola descrizione per questi  attiè che questi atti sono barbarici e terroristici. E ancora, i sionisti razzistie colonialisti hanno la temerarietà di descrivere la giusta lotta del nostropopolo come terrore. Ci può essere una distorsione più evidente della veritàdi questa? Noi chiediamo a coloro che hanno usurpato la nostra terra, commessoatti assassini di terrorismo contro il nostro popolo e stanno praticando ladiscriminazione razziale in maniera più estesa dei razzisti del Sud Africa, noichiediamo a loro di tenere bene in mente che una risoluzione dell’AssembleaGenerale ha chiesto un anno di sospensione del governo del Sud Africa dalleNazioni Unite. Questo è l’inevitabile destino di ogni stato razzista cheadotta la legge della giungla, prende possesso della terra degli altri epersiste nell’oppressione.

56.Negli ultimi 30 anni, il nostro popolo ha dovuto combattere control’occupazione Britannica e l’invasione sionista, entrambe le quali avevanouna unica intenzione l’usurpazione della nostra terra. Sei grandi rivolte e dieci sollevamenti sono stati fatti per sventarequesti tentativi in modo che la nostra terra potesse rimanere nostra. Oltre30.000 martiri, l’equivalente in termini di comparazione a 6 milioni diamericani, morirono in questo processo.

57.Quando la maggioranza del popolo palestinese su cacciato dalla sua patria nel1948, la lotta palestinese per l’autodeterminazione continuò nelle condizionipiù difficili. Noi tentammo ogni possibile mezzo per continuare la nostrabattaglia politica per ottenere i nostri diritti nazionali ma senza utilità.Nello stesso tempo noi abbiamo dovuto lottare per l’esistenza in sé. Perfinoin esilio noi abbiamo educato i nostri figli. Tutto questo è stato solo una parte di tentativo di sopravvivenza.

59.Negli scorsi 10 anni della nostra battaglia, migliaia di martiri e il doppio diferiti, mutilate e imprigionati sono stati offerti in sacrificio, tutto ciònello sforzo di resistere alla minaccia imminente di eliminazione, perriottenere il nostro diritto all’autodeterminazione e il nostro dirittoindiscusso alla ritorno nella nostra patria. Con la massima dignità e con il piùammirevole spirito rivoluzionario il nostro popolo palestinese non ha perso ilsuo spirito nelle prigioni israeliane e nei campi di concentramento o quando hadovuto affrontare tutte le forme di persecuzione e di intimidazione. Combatteper l’esistenza bella e buona e continua battersi per preservare il caratterearabo della sua terra. Quindi resiste all’oppressione, alla tirannia e alterrorismo nelle sue forme più turpi.

61.Attraverso il nostro movimento militante di liberazione nazionale palestinese lanostra battaglia maturò e crebbe abbastanza da organizzare una lotta sociale epolitica oltre alla battaglia armata. L’OLP fu il principale fattore nelcreare un nuovo individuo palestinese , qualificato per dare forma al futurodella nostra Palestina, non solo soddisfatto, quindi, di mobilitare iPalestinese per le sfide del presente.

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70.Quando l’ebreo rivoluzionario Ahud Adif davanti alla corte militare israeliana: “Io non sono terrorista; IO credo che uno stato democratico debba esisteresu questa terra”. Adif ora langue in una prigione sionista tra i suoicorreligionari. A lui e ai suoi colleghi io faccio i migliori auguri delprofondo del cuore.

71.E davanti alla stessa corte oggi sta un coraggioso principe della chiesa, ilvescovo Capucci. Mettendo le dita per formare lo stesso segni di vittoria usatodai nostri combattenti per la libertà disse : “Quello che ho fatto, l’hofatto perché tutti gli uomini possano in pace vivere su questa terra inpace”. Questo prete generoso sicuramente dividerà il brutto destino di Adif.A lui noi mandiamo i nostri saluti e auguri.

72.Perché dunque io non dovrei sognare e sperare? Non è rivoluzione lafabbricazione reale dei sogni e delle speranze? Lavoriamo allora insieme cosìche il mio sogno possa essere compiuto, così che io possa ritornare con il miopopolo dall’esilio, qui in Palestina per vivere con questo ebreo combattenteper la libertà e con i suoi compagni, con questo prete arabo e con i suoifratelli, in uno stato democratico nel quale cristiani, ebrei e musulmani vivanoin giustizia, eguaglianza e fraternità.

73.Non è questo un nobile sogno degno della mia battaglia accanto a tutti gliamanti della libertà ovunque? La dimensione più ammirevole di questo sogno èche questo è palestinese, un sogno dalla terra di pace, terra di martirio e di eroismo, e anche terra di storia.

74.Ricordiamoci cosa che gli Ebrei d’Europa e gli stati uniti sono staticonosciuti per aver condtto le pattaglie per il secolarismo e la separazione traChiesa e stato. Essi sono stati conosciuti anche per combattere contro ladiscriminazione su base religiosa. Come possono rifiutare questo paradigma umanoper la Terra santa? Come possono continuare a supportare la nazione piùfanatica e discriminatoria nella sua politica?

75.Nella mia capacità formale di presidente dell’OLP e di leader dellaRivoluzione Palestinese io proclamo davanti a voi che quando parliano dellanostra comune speranza per la Palestina di domani noi includiamo nella nostraprospettiva tutti gli Ebrei che vivono ora in Palestina e che scelgono di viverecon noi in pace e senza discriminazione.

77.Noi invitiamo loro ad emergere dal loro isolamento morale in un regno piùaperto dove sia possibile la scelta libera, lontano dagli sforzi dell’attualeleadership di inculcare il complesso di Masada.

78.Noi offriamo loro la soluzione più generosa, che noi possiamo vivere insiemenel contesto di una giusta pace nella nostra Palestina democratica.

81.Mi appello a voi per consentire al nostro popolo di stabilire una sovranitànazionale indipendente sulla sua propria terra.

82.Oggi sono venuto portando un ramoscello di ulivo e una pistola da combattenteper la libertà. Non lasciate che il ramoscello di ulivo cada dalla mia mano.Ripeto non lasciate che il ramoscello di ulivo cada dalla mia mano.

83.La Guerra si infiamma in Palestina ma è in Palestina che la pace nascerà.

84.Il PRESIDENTE (traduzione dall’arabo):Per conto dell’AssembleaGenerale ho il piacere di esprimere i nostri profondi ringraziamenti al Sig.Yasser Arafat, Chairman dell’OLP e leader della rivoluzione palestinese, peril suo prezioso e toccante discorso all’Assemblea.

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