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I ROM NON SI TOCCANO !

“Uniti nella Diversità” (UE)

Data: 2018-05-29
Autore: Gherush92 Committee for Human Rights

TI INVITIAMO A SOTTOSCRIVERE QUESTO DOCUMENTO UTILIZZANDO L'INDIRIZZO gherush92@gmail.com

***
Prof. Giuseppe Conte
Presidente del Consiglio

Nel Contratto di Governo si progetta “la chiusura di tutti i campi nomadi irregolari” senza riferimento a un piano alternativo. I numeri riportati sono sbagliati; non sarebbero 40mila i Rom che vivono nei Campi ma 26mila, come nel rapporto annuale presentato al Senato. Non esiste studio che dimostri “l’aumento esponenziale di reati commessi” da chi vive nei Campi, come affermato nel Contratto. La chiusura dei Campi si configura come un’espulsione di massa, in contrasto ai trattati europei visto che si tratta nella stragrande maggioranza di cittadini italiani o appartenenti a paesi dell'Unione Europea. L’adozione di speciali provvedimenti punitivi, come “l’allontanamento” forzato dei minori dalle proprie famiglie Rom o la “perdita della responsabilità potestà genitoriale”, per quanti non rispettano l’obbligo di frequenza scolastica - riferito specificatamente ai Rom nel Contratto di Governo - suona come discriminazione etnica.

In queste spicce e superficiali indicazioni si potrebbero ravvisare gravi violazioni dei diritti umani verso la comunità Rom in Italia, tanto che alcune Associazioni stanno predisponendo comunicazioni urgenti all’UE per lanciare un allarme razzismo e xenofobia.

La delicata questione degli insediamenti, autorizzati e spontanei, è una questione di povertà, non di sicurezza come si vorrebbe far credere. I Roma e i Sinti sono un popolo sull’orlo dell’abisso sociale e soggetti a un’operazione di etnocidio. I Roma e i Sinti sono vessati oggi come da secoli. Cacciati dalla cattolicissima Spagna con Ebrei e Mori, considerati nullafacenti e ladri di bambini, soggetti a ripetute espulsioni fino alle leggi razziali, deportati nei campi di sterminio nazisti subiscono il “porrajmos” (divoramento), per gli Ebrei “shoah” (catastrofe). Oggi per gente senza scrupoli sono incivili, animali, ineducabili, non “integrabili”. Muoiono tragicamente nei Campi, i Roma e i Sinti, mentre politici ed amministratori irresponsabili agitano feroci la bandiera dello sgombero. Sono schedati arbitrariamente, sono malmenati e offesi, sono malvisti, confinati, assaltati. Si grida nei giornali all’emergenza Rom. I Rom non si lavano, i Rom sono dei poco di buono si dice con un pregiudizio che alimenta la discriminazione. Una corsa senza fine in un’Italia, in un’Europa cristiana e laica sedicente culla dei diritti umani, che riproduce un sistematico e colossale progetto di eliminazione culturale del popolo Roma mascherandolo, per bieca propaganda, sotto la voce della sicurezza e sotto il ricatto razzista dell’integrazione, invocando provvedimenti speciali e abusando di leggi ordinarie.

Gli eventuali reati commessi d’incitazione all’odio razziale e di discriminazione etnica siano puniti con severità.

I Roma e i Sinti, discriminati perché diversi, sono, con gli Ebrei, fra i pochi popoli antichi sopravvissuti in Europa che pagano cara la loro incoercibile volontà di appartenere alla loro stessa cultura, lingua, leggi, tradizione. Anche il popolo Roma, oggi più che mai, subisce la stessa narrazione subita nei secoli dagli Ebrei.

I Roma e i Sinti nella loro storia non hanno fatto ghetti, leggi razziali, stermini di altri popoli, non hanno convertito né fatto proselitismo. Sono un inerme popolo nomade in un’Europa cristiana che ha sempre punito e represso il nomadismo. Solo una soluzione strutturale seria, basata sul principio del federalismo culturale, può far rifiorire il popolo Roma e di questo l’Europa e l’Italia hanno bisogno.
Pensiamo all’autogoverno, al riconoscimento del consiglio degli anziani come interlocutore istituzionale, a villaggi basati sul principio della sostenibilità ambientale, al ripristino e alla valorizzazione delle attività tradizionali del popolo Roma. Pensiamo a provvedimenti agevolati per vari fini come l’occupazione del suolo pubblico; pensiamo, insomma, a una soluzione concertata e condivisa con i Roma che possa riconoscere il diritto al “nomadismo sostenibile” come stile di vita eco-compatibile e le tante attività artistiche, artigianali e culturali del popolo Roma come patrimonio dell'Europa. Pensiamo alla possibilità di insediarsi, come altrove, in micro aree o terreni privati, in alternativa ai megacampi. Pensiamo, in Italia e in Europa, a un fondo da destinare ad hoc per l’attuazione di questo programma quale titolo di riparazione per i secolari crimini perpetrati contro di loro e che sono ancora in atto.

Chiediamo che le affermazioni e le indicazioni sul popolo Roma contenute nel Contratto di Governo siano cancellate da questo e da altri documenti istituzionali.

Valentina Sereni, ...
Gherush92 Committee for Human Rights
gherush92@gmail.com

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